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POPULONIA

VINO. Quando tutto nasce dall’indissolubile legame tra l’uomo e la terra

Tenuta Poggio Rosso a Populonia (Li)

Una delle frazioni del comune di Piombino, città del vino e centro principale della Val di Cornia, in provincia di Livorno, è Populonia. Adagiata su di un promontorio che forma il bellissimo Golfo di Baratti, ha  un’antichissima storia che risale alle sue lontane origini di città etrusca e poi romana.

L’antico nome etrusco di Populonia era “Fufluna” da Fufluns, antico dio etrusco del vino e dell’ebbrezza, corrispondente alla divinità greca Dioniso, al romano Bacco e al successivo italico Liber Pater.

Oggi l’antico abitato è racchiuso tra le alte mura e le torri costruite nel XV Secolo dalla nobile casata, di origine pisana, degli Appiano signori di Piombino.

In località Populonia Stazione, come dice il nome, un piccolo centro sorto negli anni cinquanta intorno alla stazione ferroviaria sulla linea Piombino-Campiglia Marittima, c’è una bella tenuta, proprietà della famiglia Monelli, nata da pochi anni ma che si è già fatta conoscere per i suoi vini: Poggio Rosso.

Poggio Rosso prende il nome dalla dolce collina che ha come caratteristica geomorfologica la ricchezza di minerali ferrosi, ossidi in natura come l’ematite, che danno al terreno la caratteristica colorazione rossa. Proprio Populonia, sei secoli prima di Cristo era il principale centro “siderurgico” del Mediterraneo per la lavorazione dell’ematite, minerale proveniente in abbondanza dall’Isola d’Elba situata di fronte.

Ivano Monelli, classe 1951, è “nato sotto una pianta di cavoli”, si può dire così dato che i suoi genitori Luigi Monelli e Silvana Montecchi, originari della zona del Passo del Cerreto (valico dell’Appennino Tosco Emiliano tra la Provincia di Massa e quella di Reggio Emilia), innamoratisi del territorio  piombinese, nel 1949, hanno comprato il Podere Diacci/Vecchi.

Ivano pur cresciuto nell’azienda di famiglia con una stretto legame con la propria terra sceglie di frequentare l’istituto tecnico, poi, dopo qualche anno trascorso da dipendente, diventa in poco tempo un  imprenditore titolare di una grossa ditta internazionale che ha interessi in vari settori  industriali.

Ma la passione, sostenuta da tutti i ricordi della sua giovinezza, lo porta, nel giugno 2002, ad acquistare una tenuta quasi abbandonata.

Molti sono stati gli investimenti, molta la dedizione e molto il lavoro per trasformare nell’attuale tenuta Poggio Rosso quell’insieme di terreni  incolti.

La famiglia Monelli, Ivano la moglie Edi, il figlio Diego con la consorte Elisa e il loro bimbo  Giovanni, possono andare fieri di quanto hanno realizzato in questi pochi anni.

Oggi la tenuta ha una superficie di 20 ettari, sei sono di vigneti, poi c’è la pineta, il giardino botanico e il bosco dove con il grande rispetto per la natura sono stati impiantati 25.000 arbusti di essenze autoctone di macchia mediterranea. Altre 600 piante (frantoio, leccino e moraiolo) fanno bella  mostra di se nei due ettari di uliveto. Con la realizzazione del laghetto artificiale di acqua piovana e drenaggi si è ottenuta la piena autonomia nel ciclo di irrigazione. Il vecchio edificio napoleonico padronale a pianta rettangolare, che risale alla fine dell’800, è stato completamente recuperato adibendolo alla moderna e personalizzata cantina oltre che a dimora dei titolari.

Anche la limonaia è stata ristrutturata, da rimessa è diventata un ampio e luminoso locale dedicato all’accoglienza e ad altre interessanti iniziative aziendali.

La famiglia Monelli ha voluto stringere anche un legame con la storia del territorio adottando il logo dell’azienda, una “palmetta” stilizzata, decorazione che è stata ripresa da alcune ceramiche di origine etrusca, risalenti all’ottavo secolo a.C., ritrovate e conservate nel Parco Archeologico di Baratti e Populonia.

Nei vigneti, dove quasi tutta la lavorazione viene fatta a mano, troviamo uve, a bacca bianca di Vermentino e Viogner, e a bacca rossa di Cabernet Sauvignon, Merlot, Sangiovese e Petit Verdot.

I loro Vini Portano fascinosi nomi di origine Etrusca:

- PHILIKA, Bianco Toscana I.G.T., 90% Vermentino e 10% Viogner, circa 5.000 bottiglie;

- VEIVE, Bianco Toscana I.G.T., 100% Viogner, una produzione ridottissima e rara di solo 1.000 bottiglie;

- TAGES, Rosso Toscana I.G.T., 53% Merlot (tre tipi di Cloni) e 47% Sangiovese (tre tipi di cloni), ne vengono prodotte circa 8.500 bottiglie da l. 0,75 e 50 Magnum da l. 1,5;

- VELTHUNE, Rosso Toscana I.G.T., 100% Cabernet Sauvignon (tre tipi di cloni), una produzione di circa 6.000 bottiglie  da l. 0.75 e 50 Magnum da l. 1,5.

Nell’azienda si segue la filosofia di assecondare la natura, qui particolarmente straordinaria, in tutte le sue forme, abbinandole tutte le tecniche più moderne dell’enologia.

La posizione ideale della tenuta vicino al mare che rende il clima molto equilibrato, la particolare morfologia del terreno, la metodologia delle attività fatte, nella quasi totalità a mano, hanno dato in pochi anni ottimi risultati.

I vini, molto interessanti, sono frutto anche dell’impegno e le cure della brava enologa Laura Zuddas e del giovane ma già esperto agronomo/cantiniere David Casini.

Alla tenuta Poggio Rosso di Populonia Stazione (Li) nascono i vini sinceri della famiglia Monelli, in essi si sente l’indissolubile legame tra l’uomo e la sua terra.

Giorgio Dracopulos


Tenuta Poggio Rosso

Località Poggio Rosso

Populonia Stazione, Piombino (LI)

Tel. 0565 276464

www.tenutapoggiorosso.it

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