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Tu sei qui: Home Inchieste Inchieste 2011 marzo 2011 Strazzullo, Cgil: "Ci vogliono a breve aree e pacchetti attrattivi"
LIVORNO

Strazzullo, Cgil: "Ci vogliono a breve aree e pacchetti attrattivi"

Chiaro il messaggio del leader della Camera del Lavoro. Senza le aree e le proposte non è possibile attrarre investimenti sui nostri territori. Ma Strazzullo non parla solo di questo. Il porto ad esempio...

Perchè la CGIL ha sentito la necessità di tenere quel seminario sulla logistica e quali risultati ha dato?

«Intanto un risultato lo abbiamo già trovato nel progetto di Piano Regionale di Sviluppo che nella ultima stesura ha recepito alcune nostre indicazioni presentate al convegno concluso da Susanna Camusso. Tra queste c'è una visione più ampia della piattaforma logistica toscana, ed un ruolo più incisivo della portualità della costa. La necessità del seminario sta nei ritardi che abbiamo rilevato nel processo di realizzazione della piattaforma indicata da tempo dagli enti locali. Si torna sempre sui soliti argomenti; si avverte uno scollegamento. Quindi una nostra sollecitazione a superare i municipalismi che ancora sono presenti e che ritardano alcuni processi decisivi per superare la crisi che ha colpito anche i nostri territori».

Infatti si parla ancora della necessità che le ferrovie colleghino l'Interporto al Porto. Di chi la responsabilità?

«E' vero. A distanza di anni siamo ancora a insistere sul tema del rapporto con le Ferrovie e quindi della difficoltà di far partire velocemente container e merci dal Porto verso le loro destinazioni. Trovo che l'impreditoria locale abbia in modo miope posto problemi all'ingresso delle Ferrovie che come è ovvio, a fronte di investimenti desideravano operare sul porto. Oggi mi pare che queste preclusioni siano cadute e chiediamo che si proceda rapidamente in collaborazione con le Ferrovie per recuperare il tempo perso».

Oltre un anno fa abbiamo parlato con Lei di POT e PRG del Porto. A che punto siamo?

«Dopo la sostituzione di Roberto Piccini abbiamo letto le intenzioni/programma di Gallanti e condividiamo i tre tempi che ha indicato. Perché se è necessario avere uno sguardo al futuro del Porto, e indicare anche obiettivi di medio periodo, noi siamo convinti che occorra anche procedere subito a realizzare alcune cose mature e assolutamente necessarie per ripartire con il lavoro. Ad esempio gli escavi che anche Asti per la Porto 2000 ha indicato nella sua relazione al nostro convegno. Voglio ribadire quanto sostenuto al convegno. Riteniamo importante ed indispensabile la riorganizzazione del porto per aree specializzate. In quanto spingerà le imprese locali ad uscire da rendite maturate nel passato e a trovare sinergie tra loro per mantenere e conquistare nuovi traffici, pena la loro uscita dal mercato. Questa riorganizzazione, ovviamente dovrà avvenire nel rispetto delle leggi e di regole condivise, per non incidere negativamente sulla qualità dell'occupazione. Voglio ricordare che è il lavoro stabile la garanzia per la crescita professionale e per lo svolgimento delle lavorazioni in qualità, efficienza e sicurezza, e non il lavoro precario».

Il Comune sta per dare l'avvio al nuovo Piano Strutturale. Quali sono le priorità per la CGIL?

«Intanto un raccordo serio col PRG del Porto nel quale risiede la possibilità principale di una ripresa del lavoro. Poi come più volte sostenuto è necessario che vengano individuate aree industriali, da mettere a disposizione per favorire  nuovi insediamenti, attraverso una politica di marketing Territoriale condivisa provincialmente e regionalmente. I tempi per il loro possibile utilizzo non sono indifferenti, ed è chiaro che alcune delle aree possibili saranno utilizzabili solo nel medio e lungo periodo. E’ giusto e corretto guardare al futuro. Ma l'emorragia occupazionale presente sul nostro territorio ha bisogno proposte in grado di offrire aree e pacchetti attrattivi nel breve periodo, per questo ritengo interessante e condivisibile la proposta avanzata dal Sindaco di Collesalvetti per un utilizzo industriale di una parte delle aree dell'Interporto, una proposta che comunque non deve mettere in discussione la vocazione logistica. Su questo si invita le istituzioni a passare dai tavoli a accordi territoriali, contenenti azioni e proposte sullo sviluppo economico, da avanzare alla regione e al governo. E' poi avvio che condividiamo l’indicazione del riuso di aree dismesse come quelle della ex Delphy , ex Inalfa ed altre».

Si partirà con il nuovo Porto Turistico in Darsena medicea? Quali potenzialità attribuite alla nautica da diporto?

«Il percorso burocratico è partito nel 2002 con gli accordi di Roma e si è concluso poco fa con il via definitivo della Regione Toscana. Dovrebbero partire gli appalti della Autorità Portuale. Noi siamo perchè l'area della Darsena Medicea sia dedicata interamente alla nautica da diporto ed alle crociere. Anche il nodo dei bacini di careneggio va sciolto con un loro spostamento versola futura darsena Europa. La presenza di Benetti induce alla conversione delle nostre professionalità come già fatto con il programma Argo, ed oggi si fa con la scuola dei mestieri -AQUA- favorita anche da nostre indicazioni. Ci sono le condizioni per sviluppare il settore e noi non siamo alieni dal guardare oltre l'industria e considerare il turismo una risorsa di lavoro e di lavoro qualificato. Bisogna guardare alle nuove indicazioni che vengono dalle costruzioni, riparazioni ed ormeggi dei megayacht ed agli sviluppi che si stanno registrando tra Viareggio Pisa e Livorno. Siamo favorevoli ad un solo centro servizi per la nautica e non certo a doppioni che avrebbe risorse stentate. Il futuro piano della costa dovrebbe puntare a valorizzare le nostre caratteristiche di area che ha potenzialità per attrarre turismo. Siamo la Toscana con città meravigliose e territori dove si vive bene e che offrono prodotti conosciuti in tutto il mondo. Penso alle strade dei vini. Dobbiamo offrire un sistema che abbia al centro la nostra città come punto di approdo».

Ruggero Morelli

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