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Tu sei qui: Home Cronaca Cronaca 2011 marzo 2011 PECCIOLI. No al dissociatore molecolare
PECCIOLI

PECCIOLI. No al dissociatore molecolare

Hanno vinto i comitati del no, ma soprattutto ha vinto il buon senso

Il dissociatore molecolare della Ecofor di Gello non sarà costruito, ma un accordo siglato tra la stessa Ecofor, società che gestisce il sistema dei rifiuti industriali, e la Belvedere, società che invece gestisce la discarica di Peccioli che accoglie rifiuti urbani da tutta la Toscana, ha stabilito che sia proprio la Belvedere a proseguire nella sperimentazione del dissociatore molecolare e dei suoi effetti.

I dati allarmanti rimbalzati da Dumfries in Scozia, dove è in attività un dissociatore similare a quello inserito nel progetto della Ecofor hanno stimolato un’attenta riflessione.

Dal rapporto dell’agenzia per la protezione ambientale scozzese SEPA, l’equivalente dell’italiana ARPAT, risulta infatti che nel mese di ottobre 2010 il dissociatore molecolare ha superato di ben 39 volte i limiti di emissioni di mercurio e di diossine e furani.

Sempre nel corso del 2010 si legge nel rapporto l’impianto di Dumfries ha lavorato per 3.500 ore sulle 8.000 ore previste, incenerendo appena 10.000 tonnellate sulle 60.000 tonnellate previste, non potendo far funzionare correttamente il sistema di rimozione delle ceneri dalle camere di gassificazione e non riuscendo mai a produrre energia elettrica.

Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, la SEPA ha riscontrato la presenza nell’ambiente di tutti i tipici elementi inquinanti prodotti dagli inceneritori ed i risultati di tali esami certificano il superamento dei valori massimi di mercurio (1.95 mg/m3 contro un limite massimo di 0.05 mg/m3) e di diossine/furani (0.12 ng/m3 contro un limite massimo di 0.1 ng/m3).

Sia il mercurio che le diossine ed i furani sono sostanze estremamente tossiche e bioaccumulanti. Il mercurio ha effetti negativi sullo sviluppo neurologico, sul sistema cardiovascolare, sul sistema immunitario e sull’apparato riproduttivo, le diossine ed i furani sono sostanze estremamente cancerogene e mutagene per l'organismo umano, causano danni al sistema immunitario, al sistema riproduttivo, all’apparato ormonale.

Dati che preoccupano e che danno valore alla lettera inviata dai 165 medici della Valdera, lettera con la quale gli stessi medici invitano amministratori pubblici e aziende a non sottovalutare i rischi per la salute dei cittadini in prossimità degli impianti per la lavorazione dei rifiuti, siano essi inceneritori, termovalorizzatori o dissociatori.

«Non saremo noi a costruire il dissociatore – ha chiarito Silvano Crecchi sindaco di Peccioli anche per stemperare le polemiche suscitate dalla notizia del trasferimento della sperimentazione del dissociatore nella sua città – la nostra sarà solo sperimentazione, ovvero quello che alla Belvedere avviene già da qualche mese. Approfondiremo la conoscenza di questa tecnica di trattamento dei rifiuti - il comune di Peccioli detiene il 53% della proprietà della Belvedere – per valutarne con rigore la sicurezza ambientale, le eventuali opportunità energetiche e la sostenibilità industriale».

Ecofor e Belvedere lavoreranno quindi insieme per riaccendere il progetto del dissociatore molecolare in Valdera. Quello sperimentale in funzione a Legoli, piccola frazione alle porte di Peccioli, è stato acquistato alcuni anni fa per testare questa tecnologia avveniristica e dovrà oggi essere adattato a questo nuovo processo di sperimentazione. L’impianto della Belvedere è stato infatti pensato per bruciare rifiuti casalinghi, mentre quello preso a modello dalla Ecofor dovrà lavorare i rifiuti industriali.

«Dovremo ripensare la ricerca – ha chiarito Renzo Macelloni, presidente della Belvedere – unendo due realtà. La ricerca ha un costo elevato e quindi insieme possiamo fare molto di più. Noi abbiamo già un impianto per la dissociazione dei rifiuti che può essere modificato ed utilizzato per vedere direttamente con i nostri occhi i dati e i risultati che ci servono. Faremo nuovi investimenti e tutte le implementazioni necessarie per arrivare ad una soluzione seria e serena».

Giuseppe Pino

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